Santi Pietro e Paolo

S. Pietro fu uno dei dodici apostoli di Gesù, il suo nome originale era Simone, ma ricevette da Gesù il nome di Kefa, che in aramaico significa “pietra”. Prima di divenire discepolo di Gesù, Simon Pietro era pescatore. Secondo i Vangeli, Pietro fu tra i più intraprendenti e il più impulsivo degli Apostoli, per cui ne divenne il portavoce, con la celebre promessa: "E io ti dico che sei Pietro e su questa pietra edificherò la mia Chiesa”. Era un uomo semplice, schietto, diremmo sanguigno come si deduce dall’episodio quando con la spada cercò di opporsi alla cattura di Gesù; ciò nonostante anche lui fu preso da timore durante l’arresto e il supplizio di Gesù, e lo rinnegò tre volte. Si pentì subito e pianse lacrime di rimorso..
Dopo la crocifissione e la Risurrezione, Pietro ormai convinto della missione salvifica del suo Maestro, torna a radunare gli altri Apostoli e discepoli dispersi, infondendo coraggio a tutti. S. Pietro ebbe il dono di operare miracoli, subì il carcere e miracolosamente liberato, lasciò Gerusalemme e infine raggiunse Roma.



S. Paolo rappresentò un grande esempio di fede per la quale cambiò completamente la sua vita, in seguito ad un evento miracoloso: mentre si recava a cavallo a Damasco per arrestare i cristiani, cadde a terra accecato da una luce intensa e sentì la voce di Gesù. Da quel momento, rimasto cieco per tre giorni, senza mangiare e bere, recuperò la vista solo dopo l’imposizione delle mani di Anania, un cristiano inviato da Dio. Fu un instancabile diffusore del Cristianesimo, tra tante difficoltà e pericoli. A causa dell’incendio di Roma nell'anno 67, di cui furono incolpati ingiustamente i cristiani, fra le migliaia di vittime vi furono anche S. Pietro e S. Paolo. Il primo, crocifisso col capo rivolto verso terra e sepolto nel Vaticano è celebrato con venerazione da tutto il mondo; l’altro, fu decapitato, ed è venerato con pari onore.

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