Chi trova l'Amico trova il Tesoro


Era luglio quando, in un caldo e afoso pomeriggio, squilla il telefono: “Ciao Cri, sono Monica, stiamo organizzando il campo estivo il 2 e 3 agosto e mi piacerebbe se tu facessi parte dell’equipe, pensaci e dammi la risposta al più presto”. Mille perplessità passarono allora per la mia testa: Il lavoro? Sono un’infermiera e non sarà facile organizzarsi coi turni; io che, a causa dei miei studi, sono stata fuori sede e mi sono in un certo senso “allontanata” dalla comunità, sarò in grado di trasmettere ai ragazzi qualcosa che possa avvicinarli a Dio? Alla fine, però, dopo poche ore di dubbi, presi la mia decisione: “Si, se è questo che Dio mi sta chiedendo, vado! Sono sicura che sarà Lui a guidarmi e a servirsi di me per parlare ai ragazzi”. Iniziai dunque a partecipare alle riunioni e con grande sorpresa scoprii che ero stata designata per la preparazione dei giochi. Inizialmente sembrava un compito semplice ma vi assicuro che organizzare dei giochi senza sapere il numero esatto dei partecipanti e reperire il materiale occorrente in pochi giorni si è rivelato un duro lavoro, ma per fortuna grazie alla collaborazione di tutti è stato portato a termine nel migliore dei modi. Tutto era pronto, ma c’era un problema: gli iscritti erano pochi. Così, un po’ presi dallo sconforto, dato il lavoro già svolto, parlammo con P. Enzo che con poche parole ci indirizzò sulla retta via. Disse infatti: “Ricordate cosa disse Gesù? Dove ci sono due o tre persone riunite nel Suo nome Lui sarà lì in mezzo a loro”. Fu così che giorno 2 agosto partimmo alla volta di Santo Pietro  per vivere un’esperienza che si sarebbe rivelata meravigliosa e indimenticabile. Il tema del campo era “Chi trova l’Amico trova il Tesoro” ovvero l’amicizia con Gesù. Gli insegnamenti sono stati quattro: il primo parlava di un’amicizia mancata, il giovane ricco che chiede a Gesù cosa poteva fare per avere la  vita eterna e quando Gesù gli dice di lasciare tutti i suoi beni e seguirlo, afflitto se ne va; il secondo traeva spunto dalla parabola della samaritana che, andata a riempire l’acqua al pozzo, incontra Gesù che la disseterà per sempre, non di acqua ma del suo immenso Amore, nonché il bisogno più profondo che è nel cuore di ogni uomo e che guarisce ogni ferita; il terzo trattava di un’amicizia gratuita, profonda e generosa come quella tra Gesù e un fanciullo che, quando Gesù non aveva nulla per sfamare la folla immensa che lo seguiva, si fece avanti con umiltà e gli porse una cesta contenente “solo” 5 pani e 2 pesci, ma Gesù si servì proprio di questi per moltiplicarli e saziare migliaia di persone; il quarto ed ultimo insegnamento presentava Giovanni, il discepolo amato, il quale seguì Gesù passo dopo passo e non lo abbandonò mai, lo seguì sotto la croce mentre Gesù soffriva e non esitò nemmeno un attimo, quando vide il sepolcro vuoto, ad annunciare la risurrezione di Cristo.                                         
Sono stati due giorni fantastici, due giorni in cui si è riusciti a distogliere la mente dal “mondo esterno” e ci si è “persi” dentro un mondo migliore, ricco di pace, serenità e Amore, l’Amore infinito di Dio.   E poi che dire? Sono tornata a casa consapevole di avere un Amico in più, anzi l’Amico per eccellenza: Gesù. E  come canta Laura Pausini nella canzone inno del campo “non chiederà né il come né il perché, ti ascolterà e si batterà per te e finché tu vivrai se un amico è con te, tu non ti perderai…..perché UN AMICO E’ COSI’,… Gesù è così!!!
                                                                                                                                                                          Cristina Scifo 

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